{"id":855,"date":"2022-02-25T10:41:50","date_gmt":"2022-02-25T10:41:50","guid":{"rendered":"https:\/\/incit.org\/?p=121"},"modified":"2025-04-15T01:42:21","modified_gmt":"2025-04-14T17:42:21","slug":"the-future-of-industry-4-0-transformation-with-francisco-betti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/incit.org\/it\/thought-leadership\/the-future-of-industry-4-0-transformation-with-francisco-betti\/","title":{"rendered":"Il futuro della trasformazione dell&#039;Industria 4.0 con Francisco Betti"},"content":{"rendered":"<p>Prima del 2020, l&#039;Industria 4.0 era considerata dalla maggior parte delle persone un tema entusiasmante con enormi potenziali benefici, ma non una preoccupazione immediata. Un esempio concreto: solo il 51% delle aziende manifatturiere aveva una strategia Industria 4.0 nel 2019.<\/p>\n<p>Da allora, questa cifra \u00e8 aumentata vertiginosamente, raggiungendo quota 31% nel 2020. Di fronte alla pi\u00f9 grande crisi sanitaria ed economica del secolo, le aziende manifatturiere hanno dovuto prendere coscienza dell&#039;importanza della digitalizzazione per mantenere la resilienza e la continuit\u00e0 aziendale. Il COVID-19 ha rimodellato in modo permanente il panorama manifatturiero e le aziende che sperano di rimanere competitive devono iniziare la loro trasformazione ora, non pi\u00f9 tardi.<\/p>\n<p>Incontriamo Francisco Betti, membro del consiglio direttivo dell&#039;INCIT e responsabile della piattaforma per la definizione del futuro della produzione avanzata e delle catene del valore al World Economic Forum (WEF), per scoprire come, secondo lui, sar\u00e0 il futuro della produzione globale e in che modo l&#039;INCIT sta contribuendo a rendere questa visione una realt\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_35279\" aria-describedby=\"caption-attachment-35279\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-35279 size-medium\" src=\"https:\/\/assets.incit.org\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/15013804\/Francisco-Betti-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/assets.incit.org\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/15013804\/Francisco-Betti-300x300.jpg 300w, https:\/\/assets.incit.org\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/15013804\/Francisco-Betti-150x150.jpg 150w, https:\/\/assets.incit.org\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/15013804\/Francisco-Betti-768x768.jpg 768w, https:\/\/assets.incit.org\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/15013804\/Francisco-Betti-12x12.jpg 12w, https:\/\/assets.incit.org\/wp-content\/uploads\/2025\/04\/15013804\/Francisco-Betti.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-35279\" class=\"wp-caption-text\">Francisco Betti \u2013 Membro del Consiglio di Amministrazione dell\u2019INCIT e Responsabile della Piattaforma per la Definizione del Futuro della Produzione Avanzata e delle Catene del Valore al World Economic Forum<\/figcaption><\/figure>\n<h3>Si parla di Industria 4.0 da tempo, ma l&#039;adozione sembra tutt&#039;altro che ottimale. Perch\u00e9?<\/h3>\n<p>Circa il 70-75% delle aziende manifatturiere \u00e8 ancora bloccato nella fase pilota di sperimentazione di nuove soluzioni e applicazioni, ma non ne vede ancora l&#039;impatto. Nella maggior parte dei casi, ci\u00f2 \u00e8 dovuto alla mancanza di una visione o di una strategia di trasformazione chiara da parte dell&#039;organizzazione. C&#039;\u00e8 molto rumore intorno alle singole tecnologie ed \u00e8 importante allontanarsi da questo clamore: l&#039;Industria 4.0 non riguarda innovazioni isolate. Si tratta di trovare la migliore combinazione di tecnologie per superare sfide operative o aziendali molto specifiche.<\/p>\n<p>Poi c&#039;\u00e8 la questione dell&#039;alfabetizzazione digitale. Le aziende manifatturiere devono migliorare o riqualificare il personale affinch\u00e9 acquisisca sicurezza e familiarit\u00e0 con le nuove tecnologie. Le aziende tendono anche a considerare scoraggianti i costi di investimento iniziali della trasformazione. Devono rendersi conto che l&#039;Industria 4.0 \u00e8 un progetto a lungo termine: i risultati potrebbero non arrivare nel prossimo trimestre.<\/p>\n<p>Oggi, le aziende manifatturiere stanno subendo la pressione pi\u00f9 forte mai subita nella storia recente per aumentare la produttivit\u00e0 riducendo al contempo i costi. Ecco perch\u00e9 devono dare priorit\u00e0 alla trasformazione verso l&#039;Industria 4.0, ora pi\u00f9 che mai.<\/p>\n<p>\u00c8 necessaria un&#039;urgente digitalizzazione per promuovere l&#039;efficienza, costruire agilit\u00e0 e raggiungere la resilienza necessaria per rispondere alla prossima crisi di livello pandemico. Tuttavia, i produttori devono prima capire la propria posizione, confrontarsi e identificare i partner giusti, dai fornitori di tecnologia e soluzioni alle universit\u00e0, ai governi e alle organizzazioni internazionali. INCIT, la nuova organizzazione indipendente e senza scopo di lucro creata per portare il programma Smart Industry Readiness Index al livello successivo, \u00e8 in una posizione unica per contribuire a questo obiettivo.<\/p>\n<h3>In che modo le altre parti della supply chain e dell&#039;ecosistema supportano la trasformazione verso l&#039;Industria 4.0?<\/h3>\n<p>Avere una catena del valore completamente connessa \u00e8 fondamentale per il successo dell&#039;Industria 4.0. Non si tratta solo di digitalizzare i propri impianti: ecco perch\u00e9 molte grandi aziende manifatturiere hanno iniziato a coinvolgere anche i propri fornitori nel percorso di trasformazione. Questo permette non solo di potenziare produttivit\u00e0, efficienza e crescita, ma anche di abilitare nuovi modelli di business.<\/p>\n<p>Anche i governi possono trarre vantaggio dall&#039;ecosistema dell&#039;Industria 4.0, sia in termini di crescita economica che di creazione di posti di lavoro, e possono svolgere un ruolo attivo per accelerare la transizione, ad esempio progettando politiche migliori, rafforzando i meccanismi di supporto o offrendo incentivi per la digitalizzazione.<\/p>\n<p>Lo Smart Industry Readiness Index \u00e8 uno strumento potente per catalizzare la trasformazione. Avere quadri di riferimento, strumenti e valutazioni chiari, supportati da benchmark internazionali, aiuter\u00e0 sia i produttori che i governi a ottenere informazioni pi\u00f9 chiare sul loro livello di maturit\u00e0 digitale, su come si posizionano rispetto alla concorrenza e sulle opportunit\u00e0 di miglioramento disponibili.<\/p>\n<h3>Lo Smart Industry Readiness Index sta diventando lo standard internazionale per la trasformazione dell&#039;Industria 4.0 nel settore manifatturiero. Cosa ne favorisce l&#039;adozione globale?<\/h3>\n<p>Quattro o cinque anni fa ci siamo resi conto che la maggior parte delle aziende era ancora bloccata nei propri sforzi di trasformazione. La missione del WEF \u00e8 diventata quella di aiutare la comunit\u00e0 manifatturiera globale a comprendere meglio sfide e opportunit\u00e0 e a incubare nuove collaborazioni e iniziative per accelerare la trasformazione del settore.<\/p>\n<p>Il Singapore Economic Development Board (EDB) \u00e8 un partner molto attivo del WEF. Collaboriamo a stretto contatto con loro da quasi 40 anni e, quando hanno sviluppato lo Smart Industry Readiness Index e lo hanno implementato con cos\u00ec tanto successo a Singapore, abbiamo pensato che sarebbe stato fantastico rendere lo strumento disponibile a livello globale. Abbiamo lavorato a stretto contatto per un anno intero per estendere lo Smart Industry Readiness Index dal livello nazionale a quello globale.<\/p>\n<p>Con l&#039;adesione di un numero sempre maggiore di aziende, la differenza apportata dallo Smart Industry Readiness Index \u00e8 diventata evidente. Si tratta di uno strumento davvero unico, in quanto riesce a individuare le aree in cui sono maggiormente necessari interventi a livello aziendale o collaborazioni a livello di ecosistema. Non \u00e8 solo estremamente utile per le aziende per adattare i propri piani, ma anche per i governi per sapere come supportare la comunit\u00e0 manifatturiera locale.<\/p>\n<p>Per ampliare ulteriormente lo Smart Industry Readiness Index negli anni a venire, ci siamo resi conto di aver bisogno di un&#039;entit\u00e0 e di un team dedicati. Per questo motivo \u00e8 stato creato INCIT. Il team di INCIT sta gi\u00e0 collaborando con la comunit\u00e0 manifatturiera globale per accelerare l&#039;implementazione dello Smart Industry Readiness Index e sviluppare nuovi strumenti.<\/p>\n<h3>Come pensi che sar\u00e0 il settore manifatturiero tra tre e cinque anni?<\/h3>\n<p>Prevedo che il futuro della produzione manifatturiera sar\u00e0 molto pi\u00f9 sostenibile e inclusivo, e l&#039;Industria 4.0 ne sar\u00e0 il principale motore. La comunit\u00e0 manifatturiera globale svolger\u00e0 un ruolo fondamentale nella lotta al cambiamento climatico e all&#039;inclusione sociale, e credo che il processo di digitalizzazione consentir\u00e0 ai produttori di raggiungere questi obiettivi ESG pi\u00f9 ampi. Esistono gi\u00e0 numerosi casi d&#039;uso in cui l&#039;Industria 4.0 si \u00e8 dimostrata efficace nel ridurre le emissioni di carbonio e il consumo di acqua, aumentando al contempo l&#039;efficienza energetica e la sicurezza sul lavoro.<\/p>\n<p>Grazie allo Smart Industry Readiness Index, le aziende saranno meglio informate sulla fase successiva della loro strategia di trasformazione, per garantire il rispetto di questi obiettivi e l&#039;allineamento con le aspettative degli stakeholder. Se riusciremo a implementare lo Smart Industry Readiness Index a livello globale, potremo unirci come comunit\u00e0 manifatturiera globale \u2013 non solo aziende, ma anche governi \u2013 per effettuare i giusti investimenti che accelereranno ulteriormente il progresso verso un settore pi\u00f9 sostenibile ed equo.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prior to 2020, Industry 4.0 was seen by most as an exciting subject with huge potential benefits \u2013 but not an immediate concern. Case in point: only 5% of manufacturers had an Industry 4.0 strategy in 2019. That figure has since jumped, reaching 31% in 2020. Confronted with the largest health and economic crisis of [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":35279,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-855","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-thought-leadership"],"acf":{"topic":"digitalisation"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/incit.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/855","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/incit.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/incit.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/incit.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/incit.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=855"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/incit.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/855\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35282,"href":"https:\/\/incit.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/855\/revisions\/35282"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/incit.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/35279"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/incit.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=855"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/incit.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=855"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/incit.org\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=855"}],"curies":[{"name":"parola chiave","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}